TELEMEDICINA E SISTEMA SANITARIO NAZIONALE: COSA E COME CAMBIA

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La fine del 2020 ha fatto registrare la firma del Ministero della Salute alla Conferenza Stato-Regione sulle linee guida e le regole per visite, consulti, referti e teleassistenza. Dopo sei anni dall’approvazione delle linee guida nazionali, complici probabilmente le emergenze provocate dalla pandemia di Covid-19, la telemedicina diventa finalmente parte integrante del Servizio Sanitario Nazionale, ponendo così fine a una serie di consuetudini “fai da te” e di sperimentazioni. La ratifica, che passa dunque ora alla fase attuativa di competenza delle Regioni, segna una decisione storica per il nostro paese, che potrà ora includere la telemedicina tra i livelli essenziali di assistenza.

Vediamo nel dettaglio come questa decisione cambierà la sanità del nostro paese.

COME E DOVE UTILIZZARE LA TELEMEDICINA

Sono state stabilite quattro tipologie di prestazioni che, assimilate alle prestazioni diagnostiche o terapeutiche tradizionali, integreranno le nuove prassi sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale indicando criteri di inclusione della telemedicina nella pratica clinica e assistenziale.

Il primo settore interessato riguarda l’emergenza sanitaria, in cui la telemedicina è impiegata per una serie di attività utili, come scambiare informazioni tra i soccorritori e le strutture sanitarie come ECG, parametri vitali o immagini, nonché svolgere teleconsulti e televisite specialistiche: la velocità di intervento offre un grosso vantaggio soprattutto per patologie, come l’ictus e l’infarto, particolarmente tempo-dipendenti.

Il secondo interessa il controllo di patologie cardiovascolari, respiratorie, endocrinologiche e del metabolismo, così come anche le malattie rare, le malattie psichiatriche e i disagi psicologici, le patologie autoimmuni, le disabilità, le condizioni cliniche di interesse chirurgico.

Il terzo ambito concerne l’accessibilità ai servizi diagnostici e la continuità assistenziale, che si riferisce all’erogazione di prestazioni sanitarie senza far spostare il paziente garantendo così controllo e monitoraggio anche a distanza, possibile sia attraverso il telecontrollo medico, che consiste in una serie di contatti per il controllo del quadro clinico del paziente mediante videochiamate e condivisione dei dati clinici, sia attraverso il telemonitoraggio, che permette rilevamento e trasmissione a distanza di parametri vitali e clinici per mezzo di sensori che interagiscono con il paziente, come quello delle cosiddette “tecnologie assistive”.

Il quarto settore interessato infine riguarda la certificazione medica. Particolarmente interessante, se volessimo citare un esempio, è la ratifica di quanto già spesso accadeva in ambito privato in termini di teleconsulto medico: un atto medico in cui il professionista interagisce a distanza con uno o più medici per dialogare, anche tramite una videochiamata, riguardo la situazione clinica di un paziente, basandosi primariamente sulla condivisione di tutti i dati clinici, i referti, le immagini e gli audio-video riguardanti il caso specifico. Il teleconsulto tra professionisti può svolgersi anche in modalità asincrona, come pure in tempo reale.

REGOLE PER LE PRESTAZIONI DELLA TELEMEDICINA

Sebbene la relazione medico-paziente non potrà svolgersi sempre esclusivamente a distanza, la telemedicina potrà coprire un’ampia casistica delle ragioni che sono alla base delle visite dei medici. In questo caso, però, c’è una differenza rispetto alle visite tradizionali che va tenuta in considerazione: occorre che il paziente o un familiare diano l’adesione preventiva e la disponibilità al contatto telematico per facilitare l’interazione con il medico, interazione che può essere di natura sia documentale che informativa.

Il collegamento deve avvenire comunque in tempo reale e consentire di vedere il paziente e interagire con esso ed eventualmente, qualora necessario, anche avvalendosi del supporto del care-giver. Finisce l’era dell’improvvisazione e delle soluzioni raffazzonate: le aziende sanitarie saranno ora chiamate necessariamente ad adeguarsi puntando su professionisti e competenze qualificate che ad oggi, nella maggior parte dei casi, non possiedono. Sarà necessaria, a monte, una figura di responsabile sanitario della telemedicina che si faccia garante, secondo le direttive del documento, di assicurare tutta la trasparenza e la rendicontazione minuziosa delle operazioni.

Per citare un altro esempio in merito, i sistemi dei Centri Unici di Prenotazione sanitaria dovranno assicurare la gestione delle agende garantendo la possibilità di prenotare le prestazioni erogate in modalità tradizionale o anche a distanza, modalità che viene considerata come una qualunque altra sede di erogazione. La decisione rispetto alla modalità con cui dovrà essere erogata sarà poi dello specialista e non demandata agli operatori di sportello.

Ricapitolando

Per riassumere quanto già riaffermato in precedenza, le nuove regole sulla telemedicina in Italia riguarderanno quattro ambiti principali:

Si tratta di certo di un importante passo avanti nell’ambito dell’e-health per il nostro paese. Il futuro della sanità è arrivato, ma perché questo sia a servizio della salute, occorre affidarsi a operatori estremamente qualificati e selezionati.

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